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Visura ipotecaria e catastale: la riduzione dei costi

È sempre piacevole ricevere delle belle notizie, in particolare se riguardano il calo o l’annullamento dei prezzi dei servizi.

L’Agenzia delle Entrate lo scorso 17 dicembre ha disposto dopo sette anni un provvedimento (visionabile qui) per aggiornare gli importi relativi all’accesso al SISTER (il Sistema Interscambio Territorio), piattaforma che permette di accedere alle banche dati ipotecaria e catastale. Si può utilizzare dopo aver stipulato la registrazione con l’Agenzia delle Entrate.

Il provvedimento sarà in vigore dal primo gennaio 2015 ed aggiorna i prezzi determinati dal decreto 4 maggio 2007 dell’Agenzia del Territorio (incorporata in quella delle Entrate), che già prevedeva una rivalutazione degli importi dovuti per la gestione del servizio una volta ogni tre anni.

Lo scopo è spingere notevolmente l’utilizzo dei sistemi telematici di consultazione delle banche dati. In questo modo le Pubbliche Amministrazioni, le imprese, i professionisti e i cittadini potranno accedere più liberamente ai servizi ipotecari e catastali, eseguendo ad esempio la richiesta di visura ipotecaria online o di altri tipi di documenti).

Le novità sono:

  • La cancellazione dei 200 euro da pagare una tantum come rimborso delle spese amministrative relative alla convenzione con l’Agenzia.
  • Il dimezzamento da 30 a 15 euro per ciascuna password richiesta dagli utenti nel corso dell’anno solare.
  • La gratuità fino a tre password all’anno per le Pubbliche Amministrazioni.

 

Ciò significa che per i proprietari anche solo di una quota o di altri diritti di godimento di un immobile possono consultare gratuitamente la documentazione relativa che può consistere in visure catastali ordinarie o storiche, estratti di mappa catastale, visure planimetriche, visure ipotecarie o l’elenco completo delle documentazioni formali a carico di un immobile.

Restano invariati invece i tributi erariali riguardanti i singoli servizi di consultazione.

L’Imu non si paga per le prime case, ma attenti alla visura catastale!

L’Imu per il 2013 sulle prime case non è dovuta. Il problema, però, resta per chi abita nei piccoli Comuni, che potrebbe pagare comunque una mini Imu sull’immobile di proprietà (anche se si tratta di prima abitazione). Come funziona?

I Comuni hanno avuto tempo fino al 9 Dicembre 2013 per fissare la nuova aliquota. Se ci sono modifiche, il cittadino viene informato direttamente dal sito ufficiale del Comune di residenza. Se non ci sono modifiche, non dovrete pagare la differenza.

Se, invece, il cittadino risiede in un Comune che ha approvato l’aumento, dovrà effettuare un semplice calcolo. Basta fare la differenza tra l’Imu calcolata con l’aliquota dello 0,4% meno la detrazione di 200 Euro e l’Imu prevista dai Comuni.

Dal risultato, il cittadino dovrà calcolare il 40%. Per eseguire questo calcolo, Altroconsumo ha inserito uno strumento di calcolo online sul proprio sito: un modo per non sbagliare e tutelarsi.

Questa “differenza” va dovuta solo se in visura catastale la prima casa risulta in un Comune che ha previsto l’aumento. L’Imu va pagata per il 2013 per intero se il cittadino possiede immobili di categoria catastale: A1, A8 ed A9.

Se i cittadini non sono a conoscenza della categoria catastale della propria abitazione, possono richiedere la visura catastale degli immobili di riferimento: la categoria è indicata nei documenti e basta rivolgersi alle agenzie o agli enti preposti per ottenerli in tempi rapidi.

Altro dubbio per l’applicazione dell’Imu è l’equiparazione degli immobili. Se il cittadino abita nella casa dei genitori, ma questi, per motivi di salute, sono in una casa di riposo, l’Imu non è dovuta, perché la casa di proprietà viene equiparata a una prima casa, anche se i proprietari non risiedono in quell’abitazione.

In casi di equiparazione, recarsi allo sportello del Comune è l’unica soluzione per non trovarsi in difficoltà con i documenti in un secondo momento, portando la visura catastale per mostrare la categoria di appartenenza del proprio immobile.

Prima di andare a pagare gli importi dovuti per l’Imu, è importante verificare le comunicazioni degli enti locali: se questi non hanno deliberato e il cittadino paga, sarà molto difficile recuperare quanto versato “per errore”, per via della lungaggini della burocrazia.